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La
prima cosa da fare è procurarsi un mazzo di 52 carte. Le
"francesi", per intenderci, quelle da poker o da scala quaranta.
Butta via i due jolly ma non, se c'è, la cinquantacinquesima
carta, quella con un mucchio di tabelle e di numeretti: ti
servirà proprio per il bridge. I bridgisti, di solito,
pretendono due mazzi, ma il secondo resta inoperoso: serve solo,
come vedremo, a guadagnare tempo.
Dopo i jolly, butta via dal tuo cervello anche quella stupida
frasetta che serviva a ricordare la scala dei semi nel poker.
Non più Come Quando Fuori Piove (Cuori, Quadri Fiori, Picche):
nel bridge vale un'altra scala di valori: Prendi Cara Questi Fiori,
e cioè Picche, Cuori, Quadri Fiori. Come frase, sono d'accordo,
è altrettanto stupida: strano che noi intelligentoni del bridge
non siamo riusciti a partorire niente di meglio. Vuoi vedere che
sarà uno che non sa neanche tenere le carte in mano a passare
alla storia del bridge come inventore della frase mnemonica
perfetta? Avanti con le proposte!
Facciamo adesso mente locale sul mazzo che abbiamo in mano. 52
carte, abbiamo detto. Scendendo un po' più nei dettagli, ce ne
sono 13 per ogni seme e, volendo essere ancor più pignoli,
quattro per ciascun valore: quattro re, quattro sette, quattro
assi, quattro due…, ognuno di un seme diverso. Poiché 52 è
divisibile per quattro, proviamo a dividere il mazzo, dopo
averlo mischiato, in quattro mucchietti uguali, cominciando a
distribuire le carte da sinistra a destra, in senso orario.
Fatto? Eccoci di fronte alle quattro "mani" di una partita di
bridge. La tua mano, il mucchietto che sta davanti a te, è bello
o brutto? Per farci che cosa?, mi chiederai. Domanda più che
legittima!
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Il
bridge è un gioco di prese, come la briscola o il
tressette: ciascuno dei quattro al tavolo gioca una
carta, dopo di che quella presa viene assegnata a
chi ha messo in tavola la carta vincente. Le prese
possono scaturire, da tre situazioni: "di testa",
quando a vincere è la carta più alta, in una scala
che ha la sua cima nell'Asso e arriva fino al 2,
passando per K, Q, J, 10 e così via a scendere; "di
lunga", quando la carta, anche bassa (potrebbe
essere un 2) è l'unica in tavola del seme
concordato; "di taglio" quando una carta, anche
bassa, ma del seme concordato, "ammazza" carte anche
vincenti di altri semi. Alla luce (ancora fievole,
me ne rendo conto) di quanto sopra, riguarda il tuo
mucchietto di carte. Ci sono tanti assi e tanti re?
Buon per te. Ma buono quanto?
Un metodo, grossolano ma universalmente applicato,
attribuisce a ogni Asso il valore di 4 punti, di 3 a
ogni K, di 2 alle Q, di 1 ai Fanti. Tutte le altre
carte (si chiamano "svestite") valgono zero.
No, aspetta a contare i tuoi punti! Meglio che tu
sappia, prima, quanti ce ne sono in tutto (ovvio:
40) e quanti, di conseguenza, te ne spettano
statisticamente: 40:4= 10. Quindi, se hai dieci
punti in mano sei nella media, se ne hai di meno la
tua mano è brutta, se ne hai di più comincia a
diventare bella. Da dodici in su, te lo dico a costo
di anticipare i tempi, puoi addirittura aprire.
Ma torniamo a valutare la tua mano. I punti, che
quantificano le probabili prese di testa, adesso li
sai, ma sai anche che le prese si fanno anche con le
lunghe e con i tagli. Diventa importante, perciò,
anche la distribuzione.
Mentre i punti, nel mazzo, restano sempre 40, le
distribuzioni sono numerosissime. Dalla mano più
piatta, la 4-3-3-3, cioè quattro carte in un seme e
tre in tutti gli altri, alla più sbilanciata, la
13-0-0-0, le combinazioni sono… Già, quante sono?
Matematici e ingegneri, aiuto!
Nel "Bignami" di questa lezione troverai una
tabellina con le distribuzioni più comuni. Senza
romperti la testa in calcoli complicati, comunque,
già da quanto sai adesso è chiaro che con una
4-3-3-3 hai pochi o nessun valore di lunga e di
taglio e che quindi potrai fare soltanto le prese di
testa, se ne hai, mentre con la 13-0-0-0 farai tutte
le prese. Sempre che tu riesca a imporre il seme
della tua sequenza come atout, cioè briscola, della
mano. Ma prima di arrivare a questo dovrai fare due
chiacchiere con il giocatore che ti sta di fronte. E
purtroppo dovrai anche fare i conti con i due che ti
stanno di fianco. |
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