Il BRIDGE......................impara ad amarlo

Perché il bridge?

Perché dovresti imparare a giocare a bridge? Perché se sei giovane e stai studiando ti servirà, e ti divertirà quando sarai medico, avvocato, biologo o ragioniere. Anzi, comincerà a servirti e a divertirti già da studente. E diventerà addirittura indispensabile, anche se adesso ti sembra presto per pensarci, da medico, avvocato, biologo o ragioniere in pensione. È questo il motivo per il quale applicarsi al bridge è consigliabile anche agli anziani. È la miglior difesa non soltanto contro l'Alzheimer, ma anche contro "sbandamenti" mentali più lievi. E poi con il bridge non si è mai soli.
Se già sei un giocatore, di carte di bocce o di cavalli, da casinò o da osteria, scoprirai un gioco che ti inietta più adrenalina di tanti altri e che, più di ogni altro, ti dà l'impressione (a volte solo l'impressione, però) di poter dominare la sorte con la tua abilità e la tua intelligenza; se sei un sportivo troverai la possibilità di competere ai massimi livelli, se sei un razionale imparerai ad affinare la tua razionalità con l'intuizione, se sei un intuitivo imparerai a tenere sotto controllo i tuoi istinti con la razionalità. E se non sei niente di tutto questo puoi diventare ugualmente un ottimo giocatore di bridge. 
Ottimo quanto? Non te lo posso dire. Ciascuno dei milioni di giocatori di bridge di tutto il mondo rappresenta un livello: tra lui e il livello che lo precede, o che lo segue, c'è un abisso, anni luce di differenza. Come c'è un abisso tra qualsiasi bridgista e se stesso com'era un po' di tempo prima.

La prima cosa da fare è procurarsi un mazzo di 52 carte. Le "francesi", per intenderci, quelle da poker o da scala quaranta. Butta via i due jolly ma non, se c'è, la cinquantacinquesima carta, quella con un mucchio di tabelle e di numeretti: ti servirà proprio per il bridge. I bridgisti, di solito, pretendono due mazzi, ma il secondo resta inoperoso: serve solo, come vedremo, a guadagnare tempo.
Dopo i jolly, butta via dal tuo cervello anche quella stupida frasetta che serviva a ricordare la scala dei semi nel poker. Non più Come Quando Fuori Piove (Cuori, Quadri Fiori, Picche): nel bridge vale un'altra scala di valori: Prendi Cara Questi Fiori, e cioè Picche, Cuori, Quadri Fiori. Come frase, sono d'accordo, è altrettanto stupida: strano che noi intelligentoni del bridge non siamo riusciti a partorire niente di meglio. Vuoi vedere che sarà uno che non sa neanche tenere le carte in mano a passare alla storia del bridge come inventore della frase mnemonica perfetta? Avanti con le proposte!
Facciamo adesso mente locale sul mazzo che abbiamo in mano. 52 carte, abbiamo detto. Scendendo un po' più nei dettagli, ce ne sono 13 per ogni seme e, volendo essere ancor più pignoli, quattro per ciascun valore: quattro re, quattro sette, quattro assi, quattro due…, ognuno di un seme diverso. Poiché 52 è divisibile per quattro, proviamo a dividere il mazzo, dopo averlo mischiato, in quattro mucchietti uguali, cominciando a distribuire le carte da sinistra a destra, in senso orario. 
Fatto? Eccoci di fronte alle quattro "mani" di una partita di bridge. La tua mano, il mucchietto che sta davanti a te, è bello o brutto? Per farci che cosa?, mi chiederai. Domanda più che legittima!

Il bridge è un gioco di prese, come la briscola o il tressette: ciascuno dei quattro al tavolo gioca una carta, dopo di che quella presa viene assegnata a chi ha messo in tavola la carta vincente. Le prese possono scaturire, da tre situazioni: "di testa", quando a vincere è la carta più alta, in una scala che ha la sua cima nell'Asso e arriva fino al 2, passando per K, Q, J, 10 e così via a scendere; "di lunga", quando la carta, anche bassa (potrebbe essere un 2) è l'unica in tavola del seme concordato; "di taglio" quando una carta, anche bassa, ma del seme concordato, "ammazza" carte anche vincenti di altri semi. Alla luce (ancora fievole, me ne rendo conto) di quanto sopra, riguarda il tuo mucchietto di carte. Ci sono tanti assi e tanti re? Buon per te. Ma buono quanto? 
Un metodo, grossolano ma universalmente applicato, attribuisce a ogni Asso il valore di 4 punti, di 3 a ogni K, di 2 alle Q, di 1 ai Fanti. Tutte le altre carte (si chiamano "svestite") valgono zero.
No, aspetta a contare i tuoi punti! Meglio che tu sappia, prima, quanti ce ne sono in tutto (ovvio: 40) e quanti, di conseguenza, te ne spettano statisticamente: 40:4= 10. Quindi, se hai dieci punti in mano sei nella media, se ne hai di meno la tua mano è brutta, se ne hai di più comincia a diventare bella. Da dodici in su, te lo dico a costo di anticipare i tempi, puoi addirittura aprire.
Ma torniamo a valutare la tua mano. I punti, che quantificano le probabili prese di testa, adesso li sai, ma sai anche che le prese si fanno anche con le lunghe e con i tagli. Diventa importante, perciò, anche la distribuzione. 
Mentre i punti, nel mazzo, restano sempre 40, le distribuzioni sono numerosissime. Dalla mano più piatta, la 4-3-3-3, cioè quattro carte in un seme e tre in tutti gli altri, alla più sbilanciata, la 13-0-0-0, le combinazioni sono… Già, quante sono? Matematici e ingegneri, aiuto!
Nel "Bignami" di questa lezione troverai una tabellina con le distribuzioni più comuni. Senza romperti la testa in calcoli complicati, comunque, già da quanto sai adesso è chiaro che con una 4-3-3-3 hai pochi o nessun valore di lunga e di taglio e che quindi potrai fare soltanto le prese di testa, se ne hai, mentre con la 13-0-0-0 farai tutte le prese. Sempre che tu riesca a imporre il seme della tua sequenza come atout, cioè briscola, della mano. Ma prima di arrivare a questo dovrai fare due chiacchiere con il giocatore che ti sta di fronte. E purtroppo dovrai anche fare i conti con i due che ti stanno di fianco.